Conosciamo il “Doctor Fish”

Di Francesco Denitto

(Heckel, 1848), a molti noto semplicemente come “Doctor Fish” è uno di quei d’ che fino a pochi anni fa era del tutto sconosciuto alla maggior parte degli hobbisti. Questo ciprinide è venuto recentemente alla ribalta in seguito alla sua diffusione in alcuni centri di benessere (SPA) che lo hanno reclutato come collaboratore nei trattamenti di , manicure e nella cura di psoriasi, acne ed eczema. 

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Foto 1. Garra rufa, il vero “Doctor fish”. Foto di A. Crudo.

La singolare caratteristica di questo pesciolino è infatti quella di cibarsi delle cellule morte dell’epidermide, ripulendo di fatto la pelle dei pazienti che si sottopongono a questo particolare trattamento estetico. Nel rimuovere la pelle secca poi, i Garra rufa rilasciano un particolare enzima, il Dithranol (presente in molte creme di bellezza), che interviene rapidamente nella rigenerazione cutanea, favorendo una rapida rinascita della pelle.  La pratica di utilizzare questi pesci nelle spa è nata in oriente molto di recente e si è rapidamente diffusa nel resto del mondo; oggi anche in Italia sono diversi i centri di benessere che ospitano nelle proprie strutture vasche dedicate ai “pesci dottore” pronti a fare il loro dovere. Normalmente una seduta con i Garra rufa varia tra i 15 ed i 30 minuti! L’origine di questi pesci d’acqua dolce è da ricercarsi nel medio oriente, tra Turchia (molto diffusi nelle regioni montagnose dell’Anatolia), Siria, Giordania e bacino idrografico di Tigri ed Eufrate, dove abita fiumi, lagune, canali, stagni. Una leggenda narra che agli inizi dello scorso secolo, un pastore turco avesse immerso la sua gamba ferita nelle acque calde di un fiume nei pressi di Kangal (Turchia centrale). Centinaia di pesciolini cominciarono a ripulire la sua gamba dalla pelle morta ed a stimolare la cicatrizzazione e la ricrescita di cute integra. Da allora, questa località è diventata meta di pellegrinaggio e sono in tanti ad immergersi in queste acque termali per farsi massaggiare delicatamente da questi piccoli e gentili pesciolini.

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Fig. 1. Areale di distribuzione in Turchia di Garra rufa.

Da un punto di vista morfologico Garra rufa ha la forma tipica di un ciprinide bento-pelagico, ben adattato al nuoto, con corpo tozzo ma slanciato, a sezione rotonda e leggermente appiattita sul ventre, e dalle pinne robuste che lo aiutano a spostarsi agilmente tra le correnti dei fiumi in cui vive. La bocca è rivolta verso il basso ed è provvista di barbigli, adatta per grufolare sui fondali. La pinna caudale è tozza, corta e bilobata. La colorazione varia dal bruno rosato al bruno verdastro, a volte chiazzata di scuro. Le dimensioni dell’adulto in natura si aggirano attorno ai 14 cm. In acquario raramente supera i 10 mentre nelle SPA vengono generalmente utilizzati giovani esemplari di 4-5 cm.

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Foto 2. I Garra rufa sono che amano la compagnia di consimili. Pertanto si suggerisce sempre di allevarli in gruppo. Foto di A. Crudo.

Ha ovipara con fecondazione esterna. Spesso più maschi, che in livrea nuziale appaiono più colorati del solito, fecondano le uova liberate durante i giochi amorosi dalle femmine sessualmente mature e riconoscibili dall’addome rigonfio. Le uova fecondate vengono abbandonate al loro destino e spesso finiscono per essere predate dagli stessi adulti. Si nutre prevalentemente di vegetali come fitoplancton ed alghe. Molti acquariofili non sanno che questo simpatico pesciolino può tornare davvero utile negli di comunità in quanto è un eccellente (se non il migliore) pesce mangia-alghe, cibandosi delle “famigerate” alghe a pennello, alghe filamentose brune che risultano spesso ostiche da eliminare dalle superfici, incluse le grandi foglie di quali ad esempio Anubias, Echinodorus e Criptocoryne. Sono pesci pacifici, ben adatti ad di comunità di medie dimensioni (almeno 80-100 litri) e vivono bene in piccoli gruppi purché si offrano loro numerosi nascondigli ove ripararsi durante la giornata. Non amano la luce intensa e prediligono un fondo scuro. La presenza di molte piante li rassicura e li rende meno timidi quando ci si avvicina all’acquario per osservarli. Anche se in natura i Garra rufa sono molto diffusi in acque termali e dunque sulfuree e con una temperatura che spesso supera i 30°C, in acquario si adattano bene a vivere in acque “normali” con valori e temperature differenti. Sono pesci molto robusti e pertanto in cattività non hanno bisogno di cure particolari. Possono vivere anche fino a 5 anni.
Ritornando al loro utilizzo nei centri benessere, bisogna considerare che spesso, soprattutto in Asia ma anche negli Stati Uniti, alcuni centri di benessere improvvisati utilizzano altre specie di pesci. Tra i pesci più diffusi e spacciati al paziente come veri “doctor fish” sono da menzionare i cosiddetti “chin chin”, ciclidi non meglio identificati e con ogni probabilità appartenente al gruppo dei Tilapini. 
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Foto 3. Presso questa fiera malesiana, un centro di benessere asiatico promuoveva i suoi trattamenti di pedicure con l’aiuto di… falsi “Doctor fish”. Foto di F. Denitto

A differenza del Garra rufa, i “chin chin”, anche se giovani, possono intaccare anche la parte sana della cute, creando sovente lesioni cutanee che possono divenire siti di  infezioni micobatteriche. Inoltre le giovani tilapia crescono molto rapidamente e possono raggiungere rapidamente anche i 50 cm di lunghezza. Pertanto, in questi pseudo-centri benessere, i pesci devono sempre essere necessariamente rinnovati con esemplari più piccoli (che devono avere una taglia di 5-6 cm). 

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Foto 4. Centinaia di bocche fameliche brucano la pelle di questi visitatori che si erano sottoposti a trattamento gratuito dimostrativo. Foto di F. Denitto.

Non abbiamo difficoltà a pensare che gli individui ormai cresciuti e dunque non più utilizzabili per questo scopo, vengano miseramente soppressi! Mi è capitato di vedere personalmente questi  finti Garra rufa in un ambiguo centro di benessere a Kuala Lumpur (Malaysia) e vi posso assicurare che lo stato di salute di quei pesci non era eccellente.

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Foto 5. Ad una più attenta osservazione, i pesci all’opera (gli stessi delle foto 3 e 4) non erano i Garra rufa ma, bensì, giovani ciclidi probabilmente ascrivibili ad una specie del gruppo delle tilapie allevate in grandi impianti cinesi. Foto di F. Denitto

La raccomandazione è dunque quella di rivolgersi sempre e comunque a SPA qualificate dove vengono utilizzati veri doctor fish e dove, oltre a prendersi cura dei clienti accogliendoli in un ambiente igienicamente sicuro, hanno a cuore anche il benessere di questi pesciolini. Essi infatti devono essere ospitati in vasche munite di un buon filtraggio, e sottoposte a periodici cambi parziali  dell’acqua al fine di mantenere eccellenti valori chimico-fisici. Non dimentichiamoci infatti che queste vasche contengono centinaia di individui e che devono comunque essere nutriti quotidianamente con cibi di ottima qualità. E’ infatti errato pensare che questi simpatici pesciolini si nutrano esclusivamente della pelle morta dei pazienti che si sottopongono ai trattamenti. Al contrario, devono essere regolarmente cibati, esattamente così come si fa con esemplari allevati in acquario, con mangimi completi pur se prevalentemente ricchi di fibre vegetali. In commercio la scelta, tra secchi e liofilizzati, non manca certamente! I valori chimici e la temperatura per un ottimale in acquario possono essere i seguenti: pH: 6,8/7,8; GH: 7/17 dGH; Temperatura: 24-28 °C. Non abbiate dunque timore ad ospitare i Garra rufa nel vostro acquario di comunità. Oltre a tenerlo sempre pulito da infestazioni di antipatiche alghe, all’occorrenza vi offriranno volentieri un trattamento di manicure quale ringraziamento per le vostre attenzioni che dedicherete loro.

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Francesco Denitto

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