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Mouthbrooding, ovvero l’arte dell’incubazione orale

di Stefano Cassano

Ad un acquariofilo appassionato, e di lungo corso, spetterebbe  il conferimento a pieno titolo della laurea “honoris causa” in materie scientifiche. Chi più di lui viene inondato giornalmente di nozioni “interdisciplinari” di chimica, fisica, idrobiologia, sistematica, genetica ecc. Ma soprattutto dalla meravigliosa branca dell’etologia. A proposito di questo, ho voglia di fare una piccola divagazione sul comportamento amorevole dell’incubazione orale di alcune specie di pesci. Ebbene si …  forse non tutti sanno che come mamma gatta, cagna, uccellini che abbiamo in casa ci deliziano della loro premura nel prendersi amorevole cura della propria prole, esistono alcune specie di pesci che hanno raggiunto nella propria storia evolutiva il comportamento della protezione nei primi giorni di vita dei propri avannotti proteggendoli nella loro capiente bocca. Le famiglie degli osteitti  che ospitano specie con tale comportamento sono:

  • Osteoglossidae
  • Opistognathidae
  • Apogonidae
  • Ariidae
  • Siluroidae
  • Osphronemidae
  • Cyclopteridae
  • Cichlidae

Come si può notare da questo elenco l’evoluzione di tale comportamento (mouthbrooding) si è avuto indipendentemente in diverse famiglie (almeno 8 e una cinquantina di generi) tanto nei pesci d’acqua dolce quanto in quelli di mare. Tutte le suddette  specie di pesci che impiegano questa particolare tecnica per accudire le uova ed i piccoli, un tempo deponevano le uova su substrati seminascosti, ed hanno sostituito solo successivamente, nel corso della loro evoluzione, tale abitudine al fine di difendere con maggiore efficienza le loro uova dai predatori. Questo strategico comportamento ha sancito un enorme successo evolutivo. Nelle cure parentali i geni dei genitori hanno maggiori possibilità di sopravvivere e diffondersi rispetto alla situazione opposta che vede i genitori continuare a produrre figli di cui buona parte sono destinati a morire.

Osteoglossidae (es. arowana e dragon fish)

Osteoglossum bicirrhosum foto: F. Denitto

Scleropages formosus Foto: F.Denitto

Probabilmente quella degli osteoglossidae è la famiglia più antica, tra quelle sopra elencate; si pensa che esistano da più di 150 milioni di anni essendo già presenti nel pieno giurassico. Presenta solo 8 specie suddivise in 2 generi: due specie del genere Osteoglossum nel Sud America, 4 specie del genere Scleropages nel Sud-Est asiatico (i famosi Arowana), ed altre due specie sempre del genere Scleropages in Australia e Nuova Guinea. Tutte rigorosamente d’acqua dolce sono specie di notevole mole, arrivando facilmente al metro di lunghezza , e molto voraci. Presentano colori iridescenti, perché possiedono scaglie ganoidi. La respirazione è anche di tipo aerea. Sono probabilmente i rappresentanti forse più antichi tra gli incubatori orali. Il mouthbrooding in questo caso è di tipo paterno, cioè è il padre che prende in amorevole consegna nelle sue grandi fauci una cinquantina di uova e le future larve. Viene coadiuvato dalla femmina solo se le uova sono eccezionalmente numerose.

https://www.youtube.com/watch?v=00z6dHAhwwY&feature=youtube_gdata_player

VIDEO Gli Arowana trattengono i piccoli nella bocca fino al completo riassorbimento del sacco vitellino.

Opistognathidae

Rappresenta una famiglia esclusivamente marina, ed i rappresentanti di questa sono conosciuti in acquariofilia col nome di “jawfish” (pesce mascella). Vivono nei mari tropicali e subtropicali dell’indo-pacifico. Simili morfologicamente alle nostre tracine del Mediterraneo, la famiglia in questione annovera una ottantina di specie molto colorate e di varie misure. Vivono a contatto del fondale dove scavano delle tane essendo molto territoriali. Si tratta di incubatori orali marini e di tipo paterno. Il maschio dopo aver fecondato le uova della femmina le raccoglie nella sua capiente bocca e si ritira nella tana, da dove, ogni tanto, fa capolino con la bocca spalancata per ossigenare le uova e successivamente gli avannotti che continua a difendere a lungo con grande temerarietà.

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Opistognathidae tropicale. Foto da taringa.net.

Apogon imberbis Maschio di Apogon imberbis che incuba le uova nella bocca. Foto di F. Vitale; località S. Maria al Bagno (Le), profondità 15m, Agosto 2013. Per gentile concessione di salentosommerso.com.

https://www.youtube.com/watch?v=rsCgFGBLQhQ&feature=youtube_gdata_player

VIDEO: La fase di ossigenazione delle uova

Apogonidae

Sphaeramia nematoptera in acquario. Foto: F. Denitto

A questa famiglia appartengono, tra gli altri, i pesci cardinali Pterapogon kauderni dei mari tropicali, famosi tra gli acquariofili marini e l’Apogon imberbis, il “re di triglie”, unico rappresentante degli apogonidi nel Mediterraneo; Diversi dal punto di vista morfologico ma simili per il comportamento nella protezione della prole, sono tutti incubatori orali di tipo paterno sia ovofili che larvofili; infatti anche le larve vengono accudite dal padre per un lungo-medio periodo che può durare anche fino a 4 settimane.

https://www.youtube.com/watch?v=f8jaq8Idt30&feature=youtube_gdata_player

VIDEO: Fase di accudimento delle uova

Ariidae e Siluridae

La famiglia Ariidae è una famiglia di pesci gatto che vivono in acque dolci, salmastre e in un unico caso, in mare. Le specie apparteneti a questo taxon sono originari dell’Asia, Africa, Sud America, Australia. Sono parenti prossimi delle famiglie Bagridae e Pimelodidae. Presentano una pinna caudale biforcuta, pinna dorsale con il primo raggio molto alto, e le caratteristiche tre paia di barbigli. Sono incubatori orali di tipo paterno. Il maschio raccoglie le uova precedentemente fecondate dal suolo e le protegge per circa due mesi, smettendo per tutto tale periodo di nutrirsi. L’unica specie (che io sappia), di tale famiglia che ha un discreto utilizzo in acquariofilia è Ariopsis felis (Linnaeus 1766). Questo è un ottimo incubatore orale paterno, che però, ha il "difetto" di raggiungere il peso di 5 Kg e oltre.

Osphronemidae

Agli osfromidi appartengono i famosi e amati Betta, con circa più di sessanta specie; le quali vengono divise in due raggruppamenti, proprio dal punto di vista dell’etologia riproduttiva: i costruttori di nido e gli incubatori orali (tutti paterni). Tra gli incubatori orali, i più conosciuti e allevati sono Betta albimarginata, B. channoides, B.macrostoma, B. unimaculata, B. pugnax, B. simplex e tanti altri. Betta albimarginata (Kottelat & Ng, 1994): Rinvenuta per la prima volta nel 1993 dall’ittiologo Kottelat, nel Borneo. E' ritenuto il più bello tra gli incubatori orali ed è lungo circa 5 cm. Caratteristiche ambientali pH 5,5-6 temperatura intorno ai 27° C. Betta channoides (Kottelat & Ng, 1994): molto simile al primo. Si distingue dalla colorazione rossa più accesa e testa più arrotondata. Betta pugnax (Cantor, 1850): Betta che raggiunge 7-8 cm di lunghezza. Originario della Thailandia. Vive in ambienti con  pH quasi neutro (7.1-7.5). Il Betta pugnax (Cantor, 1849) è uno dei betta incubatori orali più facili da allevare e riprodurre. È  raccomandato ai principianti. Betta simplex (Kottelat, 1994): anch’esso proviene dalla Thailandia. Vive nei torrenti a pH neutro. Sono dei plakat di dimensioni medie circa 5 cm.

Maschio di Betta simplex Foto archivio GAS, acquario Biotopo SALENTO ACQUARI 2013

Nei Betta incubatori orali, è il maschio che tiene le uova in bocca per 7-10 giorni prima di rilasciare gli avannotti. Questi avannotti enormi, in confronto a quelli costruttori di nidi di bolle, possono normalmente nutrirsi già di naupli di Artemia salina.

Cichlidae

E dulcis in fundo, ecco i “re dell’evoluzione”, o come li ha definiti il Professor Barlow “Maestri dell’evoluzione”… i ciclidi. Si tratta di una famiglia dell’ordine dei perciformi tra le più numerose (con più di 1000 specie conosciute). Ovviamente tante altre ancora da scoprire e rigorosamente di acqua dolce (ad eccezione di poche che vivono in acque salmastre) distribuiti tra America del Sud, Africa, Madagascar, Medio Oriente e India. Dal punto di vista del tema della “divagazione”si dividono in incubatori orali ovofili e larvofili. Nel primo raggruppamento vi appartengono i ciclidi del lago Malawi, i generi africani: Maylandia, Pseudotropheus, Tropheus, ed alcuni cilcidi americani come nel caso del Geophagus steindachneri.

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Otopharynx lithobates con piccoli in bocca. Foto di Roby63, per gentile concessione forum malawitosi.com.

Placidochromis sp., una specie del lago Malawi. Foto di F. Denitto. Acquario biotopo SALENTO ACQUARI 2013.

Al secondo gruppo appartengono le specie in cui i genitori depongono le uova su superfici. Solo dopo la schiusa le larve sono costantemente sorvegliate da uno o da entrambi i  genitori, ed in caso di serio pericolo sono disposti a proteggerli nella loro capiente bocca. Esempi tipici di questo gruppo sono le tilapie, il Geophagus altifrons, i generi Aequidens, Gimnogeophagus e Satanoperca.

Geophagus altifrons Foto archivio GAS, acquario Biotopo SALENTOACQUARI 2013

Con la speranza di aver stimolato il lettore a prendersi cura di qualche mouthbrooder nel proprio acquario, vi do appuntamento ad una mia futura divagazione acquariofila. Alla prossima!

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