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I Ciclidi dell’Africa Orientale: cominciamo con i piccoli “Conchigliofili del Tanganica”!

  

I Ciclidi dell’Africa Orientale: cominciamo con i piccoli “Conchigliofili del Tanganica”!

di Christian Simone 

Neolamprologus ocellatus

 

 

Premessa

E’ solo da un anno che la mia passione acquariofila si è conclamata inesorabilmente ma il mio primo acquario da 120 litri ne ha subite di tutti i colori; allestito e disallestito almeno 3-4 volte, forse di questi tempi trova un po’ di pace, considerando che “gira” da 5-6 mesi senza subire grosse rivoluzioni.
Il perché di tutto questo “ambaradan” sta nel fatto che non riuscivo a provare interesse per i pesci più facilmente reperibili presso i negozi del settore, finchè non ho cominciato a leggere e a conoscere persone interessate ai Ciclidi Africani; ed è stata una vera rivelazione!

Neolamprologus signatus

I piccoli conchigliofili

Oggi quando parlo di acquari e pesci, riesco ad immaginare solo specie coloratissime del lago africano Malawi o dalle forme originali e dai comportamenti stravaganti del lago Tanganica.
Vi posso assicurare che ce n’è per tutti i gusti: potete gestire il vostro piccolo acquario da 50 Litri o lanciarvi in avventure senza limiti; io per il momento mi sono fermato ad un 500 Litri ma vi confesso che il sogno nel cassetto è un 1500, chissà …
E’ vero, per i Ciclidi Africani come per i Ciclidi in generale ci vuole spazio, ma come in tutte le cose di cui non si ha esperienza bisogna andarci piano e quindi si può cominciare con un piccolo acquario.
In genere i più piccoli in commercio hanno una capacita’ di 40-50 litri.

I cosiddetti “conchigliofili” o, più semplicemente, gli abitatori di conchiglie del Tanganica, possono essere un entusiasmante inizio; non ci si stanca mai di osservarli. La conchiglia, loro abituale dimora, può essere benissimo un guscio di una grossa lumaca con diametro massimo di 3-4 cm; per il fondo dell’acquario si può usare sabbia di mare opportunamente bollita. Sarebbe meglio distribuirla al di sopra di uno strato di ghiaietto di grossa granulometria per permettere all’acqua di circolare attraverso il fondo che non deve superare i 4-5 cm di spessore.
Verso il filtro o sulla parete posteriore è bene impilare qualche sasso (bollire anche questi) in modo da creare piccoli anfratti per le femmine o per gli esemplari più deboli, che subiscono le aggressioni dei maschi più irruenti.
Per quanto riguarda la scelta della specie bisogna prima decidere se avere una coppia o un gruppetto; questo significa che alcune specie tipo Neolamprologus ocellatus, Neol. speciosus, Neol. signatus o Neolamprologus ornatipinnis vivono in coppia e non tollerano la presenza di altri conspecifici; oppure si può creare un piccolo harem con un maschio e 2-3 femmine. Al contrario, Neolamprologus similis o N. multifasciatus formano dei gruppi misti anche con numerosi individui e con precise gerarchie.
Ho comunque indicato specie in cui i maschi non superano i 5 cm e le femmine i 3-4 cm. questo perché la nostra idea è quella di orientarsi su un piccolo acquario; ma esistono anche “abitatori di conchiglie” che raggiungono i 10-15 cm e che hanno bisogno almeno di 150-200 litri d’acqua.

Attenzione all’alimentazione

L’alimentazione non è un problema. Un buon mangime secco, preferibilmente granulare, può andare bene ma se si vogliono tentare delle riproduzioni bisogna procurarsi dell’Artemia congelata o dei ciclopi da somministrare non più di due volte al giorno e con molta parsimonia.

L’arredamento della vasca

Le piante non sono necessarie ma, se non si vuole rinunciare, ci si può orientare, per esempio, verso le resistentissime Anubias nane, che sistemeremo fra le rocce oppure nella sabbia, ma circondate da piccoli ciottoli, perché i nostri piccoli amici hanno delle simpatiche abitudini “aratrici”, che sfoggiano nel corteggiamento o quando sistemano la conchiglia nella sabbia, infossandola o ergendola su cunette oppure, ancora, orientandola nelle più svariate posizioni; il numero delle conchiglie deve essere di almeno 2 per ciascun esemplare.

L’acqua? Quella del rubinetto va benissimo; anche con pH “alle stelle” non è un problema per i nostri ospiti, abituati ad acque dure e basiche tipiche dei laghi di origine; la temperatura sui 24 °C è l’ideale.

Un piccolo consiglio: se addossate il vostro acquario ad una parete, frapponete uno sfondo di polistirolo colorato con delle tempere blu-azzurre o verdi-gialle …. sempre meglio del bianco muro di casa.

Buon divertimento!

Bibliografia
Ad Konings. “Il libro dei Ciclidi”; Cichlid Press.

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