L’Itticoltura e le possibili applicazioni sull’allevamento di pesci ornamentali su vasta scala

L’Itticoltura e le possibili applicazioni sull’ di ornamentali su vasta scala:  è questo il tema della conferenza tematica organizzata dal G.A.S. – , nella giornata di  Domenica 18 Dicembre 2011.
Il Relatore della Serata é stato il Dott. Stefano Cassano con la collaborazione del Dott. Fernando Donno, entrambi appassionati di ed esperti in tecniche di .
La relazione è iniziata con alcuni cenni storici sull’allevamento di pesci a scopo alimentare che a partire dal 2500 A.C. ha visto sorgere i primi allevamenti di Tilapie della civiltà egizia, fino ad arrivare ai “moderni” Romani, precursori dell’acquacoltura moderna, con la realizzazione delle peschiere per l’allevamento dei pesci che tuttora si trovano sulle nostre tavole (Orate, Spigole, anguille, ecc.).
Sin dalle prime battute, tra i partecipanti si è accesa una fervida curiosità sul tema, non appena il relatore ha introdotto le tipologie e le necessità tecnico-logistiche dei moderni impianti di acquacoltura che spesso sfruttano le acque calde industriali degli impianti di raffreddamento per mantenere alto il metabolismo dei pesci e ridurne  i tempi di accrescimento.
Dopo una lunga serie di domande, il Dottor Cassano ha descritto nei particolari gli aspetti tecnici che riguardano questo tipo di allevamento soffermando l’attenzione dei partecipanti su aspetti che talvolta vengono sottovalutati dagli acquariofili, quali l’alimentazione  ed i parametri chimico fisici dell’acqua di allevamento. Analogamente agli acquai domestici, anche nei grossi impianti all’aperto, errati valori fisico-chimici in vasca porterebbero rapidamente alla morte gli esemplari in accrescimento, con evidenti ed ingenti perdite economiche (ricordiamo che si parla di vasche contenenti migliaia di pesci!).
Di particolare interesse è stato l’aspetto legato all’alimentazione dove sono state descritte le formule dei mangimi utilizzati ed al quale il Dott. Fernando Donno ha aperto una piccola parentesi spiegando le difficoltà di ottenere mangimi di elevata qualità con la revisione dei regolamenti nazionali sul riutilizzo degli scarti per la preparazione di pellettati, in seguito agli episodi collegati alla sindrome della mucca pazza. Altro punto essenziale  è stato l’aspetto legato alla particolare attenzione che si pone nel controllo, talvolta sottovalutato da noi acquariofili, dell’alimentazione dei pesci nella quale si pongono  le basi su un corretto mantenimento delle vasche.
Il dott. Donno si è  anche soffermato sulle necessità di una continua ricerca scientifica per l’individuazione e lo studio della biologia e dell’alimentazione delle specie edibili in modo da favorire l’aumento del numero delle specie allevabili in cattività, e limitandone di conseguenza il massiccio prelievo in mare.
Come già accennato, un altro argomento interessante della conferenza è stato il controllo dei parametri chimico fisici dell’acqua; in particolar modo ci si è soffermati sul rapporto temperatura, ossigeno e salinità  che nel caso di vasche colme di pesci determinano i seguenti effetti:
la temperatura più alta aumenta il metabolismo e dunque il raggiungimento della taglia commerciale con diminuzione dei costi di mantenimento;
l’ossigeno disciolto diminuisce con l’aumentare la temperatura. Ciò comporta  la riduzione dello stimolo di nutrizione  e/o la moria dei pesci che al contrario di molte specie dulcacquicole, hanno bisogno di notevoli quantità di ossigeno disciolto (min. 6.8%)
La salinità in situazioni critiche favorisce o meno lo stato di salute dei pesci in rapporto anche  alla disponibilità di ossigeno.
A queste problematiche, la tecnologia ha apportato notevoli vantaggi agli allevamenti con l’ausilio di movimentatori a pale e sistemi di erogazione di ossigeno puro.
Dopo la breve descrizione biologica dei pesci allevati, il Dott. Donno ha successivamente introdotto le basi per una corretta di questi pesci assieme agli aspetti legati all’alimentazione degli avannotti mediante la descrizione delle tecniche utilizzate per allevare (enormi) colture di Artemia ed altro  zooplancton.
In definitiva, una bella serata, ben riuscita e di notevole interesse per i numerosi partecipanti che, al termine, si sono trattenuti nella sede dell’associazione per scambiarsi informazioni sulle rispettive esperienze acquaristiche e per scambiarsi gli auguri di Buone Feste di fine anno.
Il Salentino si riunisce presso la sede sociale sita in via Adige 26/a (Quartiere Santa Rosa) a Lecce. Tutti gli appassionati interessati sono invitati a partecipare alle future conferenze. L’ingresso è ovviamente gratuito.

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Alessandro80

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