Esperienza di riproduzione di Tateurdina ocellicauda

Esperienza di riproduzione di Tateurdina ocellicauda

Tateurndina ocellicauda è un piccolo cobite molto colorato di poco più di sette centimetri di lunghezza comunemente chiamato gudgeon peacock o ghiozzo pavone.

Originario dei corsi d’acqua dolce della Papua Nuova Guinea, appartiene alla famiglia Elotridae, lontani cugini dei ghozzi, diversificatisi nei millenni, adattandosi alla salinità praticamente assente e perdendo le tipiche pinne pettorali della specie. Particolarmente interessante è la colorazione di questo pesce: pinne gialle e bordate di nero, corpo azzurro e giallo con striature e punteggiature rosa arancio e rosso. La presenza di una macchia tonda nera alla base della pinna caudale ne attribuisce alla specie il nome “ocellicauda”.

L’accesa colorazione di Tateurdina ocellicauda

In occupano i fondali a folta vegetazione di laghi e di corsi d’acqua a bassa corrente. Prediligono ambienti sabbiosi ricchi di vegetazione e di anfratti come fessure di legni, spaccature tra le rocce all’interno delle quali si metteranno al sicuro dai predatori e/o i maschi cercheranno di pavoneggiarsi per attirare le femmine.

In sono a loro agio vicino a piante, legni e nascondigli. Utili per la riproduzione sono anche le tane in terracotta del tipo utilizzato per la riproduzione dei loricaridi.

da 60 litri in cui allevo le Tateurndina ocellicauda

I parametri chimici dell’acqua sono relativamente importanti per questa specie dato che tollera tranquillamente un ampio range di durezza, salinità e temperatura proprio come in quando le stagionalità modifica i parametri chimici e fisici degli areali acquatici. Se ne consiglia comunque una durezza non eccessivamente alta (7-10 dGH), un pH leggermente acido (6-7), una salinità di 500 microS/cm e una temperatura intorno ai 20 – 25°C. In queste condizioni i colori sono molto accesi ed ho potuto assistere a corteggiamenti e a molte deposizioni.

Hanno un carattere vivace e sono per nulla timidi, si avvicinano volentieri alle mani ed hanno uno sviluppato senso di curiosità verso ciò che si muove in vasca ed oltre il vetro. Possono essere i coinquilini di molte specie comunemente disponibili nel mercato acquariofilo che vivono nella parte centrale-alta della vasca. Da evitarsi sono i pesci di fondo aggressivi quali ciclidi nani o comunque pesci che occupano la stessa area vitale: il fondo.

Allevamento

Mangiano volentieri il secco ma non quello vegetale che rimane spesso non consumato sul fondo. Hanno bisogno di un proteica ed è bene somministrare congelato o ancor meglio il vivo che è sempre ben accetto e ne esalta i colori.

A Sinistra un Maschio e a Destra la Femmina.
Si noti l’evidente forma “gobbosa” della testa nel maschio e la pancia gialla della femmina.

Il dimorfismo sessuale dei Tateurdina è abbastanza evidente non appena raggiungono la maturità sessuale:

  • Le femmine di solito più piccole e più snelle nel periodo idoneo alla riproduzione hanno un ventre gonfio e con la tipica colorazione gialla accesa.
  • Il maschio più robusto e grande oltre ad avere un carattere più vivace ha una evidente testa più rotonda.

Riproduzione

La riproduzione della Tateurdina ocellicauda è molto semplice da osservare; piuttosto difficile è tirar sú i piccoli senza le attenzioni del padre. Bisogna essere tempestivi nel rimuoverlo prima che mangi le o piccoli, soprattutto quando la riproduzione avviene spontaneamente in vasca di comunità o in presenza di propri simili.

I maschi più grossi e più robusti si contendono a mo’ di danze e talvolta spintoni l’area di deposizione: la spaccatura di un tronco, un angolo della vasca o una tana in terracotta appositamente inserita in un punto qualsiasi della vasca purché sia facilmente ispezionabile. La femmina, con evidente pancia di color giallo acceso e rigonfia di uova, verrà corteggiata e a lungo inseguita dal maschio che si mostrerà in tutta la sua bellezza a pinne aperte intorno a lei attirandola verso il proprio territorio. Sarà lei stessa ad essere quella che si avvicinerà al luogo di deposizione e sarà sempre lei ad essere schiva e talvolta aggressiva verso i maschi contendenti che proveranno a “farle cambiare idea” sulla coppia appena formatasi.

La deposizione avviene a luci spente, dopo alcune ore di pulizie del substrato, generalmente una parete verticale, dove la femmina depone le e il maschio passa sopra a fecondarle. Al temine della deposizione il maschio scaccia via la femmina e si occuperà lui di ventilare, ripulire e difendere la covata.

Piccoli di Tateurdina ocellicauda adesi alla parete della tana.

Le mie esperienze di riproduzione hanno dato solo in parte buon esito, mi rimane la soddisfazione di aver assistito a svariati corteggiamenti, deposizioni e cure parentali spontanee ma i maschi nonostante siano ben nutriti anche con vivo quali tubifex, chironomus, dafnie e Hyalella, a volte predano le loro uova subito dopo la deposizione altri invece si occupano incessantemente della propria prole. Di proposito ho rinunciato ad alcune nidiate cercando di selezionare un maschio che porti a buon fine le cure parentali ciò ad evitare di ridurre le perdite delle uova a causa di attacchi batterici o funghi. Le uova di Tateurdina infatti, all’interno della tana di deposizione, si schiudono dopo cinque giorni e in tutto questo tempo è molto facile che, in mancanza della costante cura del padre, vadano a male in quello che è un luogo privo di circolazione d’acqua dunque soggetto ad attacchi batterici o altro.

Vasca da riproduzione delle Tateurdina ocellicauda
Mattoni forati per edilizia utili come rifugio dei pesci

Alcuni tentativi fatti con dei mattoni per edilizia forati su due lati, al fine di migliorare la circolazione dell’acqua all’interno della tana sono falliti per il mancato utilizzo della tana da parte del maschio che ha preferito deporre all’esterno piuttosto che all’interno delle cavità. Probabilmente per le difficoltà di gestire la difesa del territorio di deposizione.

Le attente cure del maschio alla nidiata

Svariate riproduzioni a 21°C e con le uova protette dal padre, si sono schiuse dopo 4-5 giorni circa. I piccoli resteranno comunque attaccati alla parete fino al completo riassorbimento del sacco vitellino (1-2 giorni circa), sempre sotto l’attenta custodia del padre dopodiché usciranno fuori dalla tana alla ricerca di cibo.

Il padre non appena usciranno dalla tana li lascerà liberi ma li prederà come un normale vivo dopo che si saranno allontanati dalla tana.

L’aspetto dei piccoli ha il tipico pinnaggio degli adulti, testa scura e il corpo trasparente ma inizierà a colorarsi dopo alcune settimane di vita. I piccoli di poco più di 3 mm rovisteranno in giro per la vasca e si alimenteranno sin da subito di mangime sminuzzato in sospensione o vivo come naupli di artemia.

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Alessandro80

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