Esperienze di allevamento con Hypancistrus sp. L136b

Esperienze di allevamento con Hypancistrus sp. L136b

Di: Giovanni Murri

Descrizione

Questa specie appartiene ad un ampio di attualmente conosciuti sotto differenti numeri L o LDA.

Non è facile distinguerli in quanto gli Hypancistrus provenienti da diversi fiumi dell’alta del sistema idrografico del Rio Negro, hanno più o meno le stesse dimensioni e colorazione. L136a e b sono uguali a LDA05 e LDA06 e si ritiene siano tutte appartenenti alle stesse specie che ha dunque una variabilità intraspecifica. L136c è una variante raramente trovata che appartiene probabilmente alla medesima specie, sebbene resti ancora qualche dubbio. Tutte le varianti possiedono il ventre bianco in entrambi i sessi.

La distinzione sessuale è quella tipica del genere Hypancistrus. Il maschio possiede odontodi interoperculari e pettorali più lunghi. Raggio duro delle pinne pettorali più ampio. Testa più larga e più lunga.

La femmina è di taglia più piccola ed è più arrotondata sul ventre. La colorazione di fondo varia grigio chiaro a quello scuro ed il corpo è interamente costellato di punti bianchi che si estendono anche sulla dorsale, sulla caudale e sulle restanti pinne.

Femmina adulta di L 136b

Comportamento in

A differenza di molte altre specie di , questa è molto timida e difficilmente li vedremo in giro durante le ore diurne quando saranno quasi sempre nascosti nelle tane o dietro qualche radice; solo dopo molti mesi di ambientamento, timidamente inizieranno a cibarsi anche di giorno, continuando però a nascondersi primo movimento esterno alla vasca.

È dunque necessario dare loro dei ripari e nascondigli. Sono consigliate delle tane compatibili con la loro taglia, che non supera gli 8 cm, da posizionare tutte assieme in vasca ben visibili. In questo modo loro saranno più a loro agio e noi potremo vederli più spesso.

E’ una specie pacifica, sebbene spesso territoriale con consimili di medesima taglia, che può essere allevata in acquari di comunità di medie dimensioni (80-100 litri), in compagnia di altre specie tranquille, possibilmente provenienti dalla stessa regione e dunque tolleranti gli stessi parametri fisico-chimici dell’acqua. Tra le specie che consiglio, cito come esempio i Corydoras, i cardinali ed altri piccoli caracidi di branco, ciclidi nani, ecc.

Alimentazione

Per quanto concerne l’alimentazione, gli L136b sono prettamente onnivori con predilezione per i cibi proteici ma di tanto in tanto integro con del granulare secco a base di spirulina. Non sono mangiatori di alghe e non distruggono a meno che tenuti a digiuno per molto tempo.

La riproduzione dei miei L136b

Per questa specie ho avuto la fortuna di poter scegliere 2 maschi e 2 femmine di circa 20 mesi ed ho optato solo per loro un cubo di dimensioni 50x50x40cm di circa 90 litri, arredato con diverse tane per la loro taglia e qualche radice. La temperatura si aggirava attorno ai 26°C (il range di tolleranza suggerito è 23-28°C).

Una volta acclimatati con valori di conducibilità prossimi ai 300 microsiemens, pH 7,4 GH 7 KH 4, ho iniziato a stimolarli in prossimità di un temporale con dei cambi d’acqua più tenera e di un paio di gradi più fredda e contemporaneamente aumentando improvvisamente l’ossigenazione in vasca.

Con questa tecnica ho avuto la prima deposizione in tana, e dopo circa una decina di giorni ho svuotato dalla tana, in una sala parto con pietra porosa e foglie di catappa, oltre 30 piccoli avannotti. 

Piccoli di sette giorni isolati in una nursery per pesci

Il loro svezzamento è continuato con di artemia decorticata per le prime 2 settimane e poi con pastiglie di mangime a base vegetale (esempio SERA Viformo). Dopo un mese dalla loro nascita li ho liberati in vasca con i genitori ma così facendo ho notato diversi casi di esemplari morti e una differenza di crescita tra i più piccoli. Se dovesse capitare un’altra riproduzione opterei per farli stare in mini tutti insieme per molto più tempo.

12 giorni dalla nascita. Il sacco vitellino e completamente riassorbito

Dopo un mese dalla loro nascita li ho liberati in vasca con i genitori ma così facendo ho notato diversi casi di esemplari morti e una differenza di crescita tra i più piccoli. Se dovesse capitare un’altra riproduzione opterei per farli stare in mini vasche tutti insieme per molto più tempo. Ora dopo 3 mesi continuo a dare pastiglie di Viformo ma integro con micro granulato e fiocchi.

Dopo venti giorni circa si alimentano di artemia decorticata

Dopo 3 mesi continuo a dare pastiglie di Viformo ma integro con micro granulato e fiocchi.

Dopo quasi due mesi hanno raggiunto i 15mm di lunghezza e circolano tranquillamente in vasca
Dopo 4 mesi raggiungono i 3cm ed hanno un pattern ancora differente dai genitori con spot più grandi
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Alessandro80

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