Conosciamo il Placidochromis sp. “jalo reef”

di Christian Simone

Introduzione

Placidochromis sp. “” è una specie che appartiene alla grande Famiglia dei e nello specifico a quelle, numerose, che vivono nel Lago . Fa parte del numeroso degli Haplochromini, nominato spesso e per brevità con la sigla Haps e distinto dall’altro grande degli Mbuna che in lingua indigena locale significa “battitori di pietra”, brucatori di alghe. Quindi Placidochromis sp. “jalo reef” non mangia alghe, non è erbivoro e rispetta le piante che si vogliono introdurre nella sua vasca di . Di facile e , non è molto diffuso tra gli acquariofili poiché è conosciuto solo dagli appassionati dei del Malawi.

 

Foto. L’esemplare più grande in primo piano è un Placidochromis sp. “Jalo reef” mentre il piccolo in basso è un Placidochromis sp. “Phenochilus Tanzania”. Foto di F. Denitto. Ambientazione: Vasca biotopo Malawi a 2013.

Dove vive

Introdotto recentemente nelle vasche dei ciclidofili, non è stato ancora inquadrato da un punto di vista tassonomico in maniera definitiva. Ecco perché il nome di questo Placidochromis è ancora associato ad un generico “sp.”, mentre “Jalo reef” è la località di cattura (lungo la costa della Repubblica del Malawi, distretto di Nkhotakota). E’ una specie conosciuta solo dai primi anni del 2000 e si è subito diffusa tra gli appassionati. Sappiamo che abita la zona “intermedia” ossia in zone poco profonde e sotto la costa rocciosa ma non disdegna gli spazi sabbiosi dove settaccia la sabbia e trova nutrimento, tra cui piccoli molluschi, crostacei, ecc. Si riproduce a ridosso delle ; come la totalità dei ciclidi del lago è un incubatore orale, ossia la femmina raccoglie le uova in bocca fertilizzate dal maschio e protegge la schiusa e la maturazione delle larve. Dopo 3 settimane gli avannotti sono formati e vengono successivamente rilasciati in zone sicure fra le . Il numero dei piccoli varia in base alla dimensione della femmina, da qualche decina sino ad una cinquantina. La crescita dei piccoli è veloce, diciamo che in un paio di anni si passa dalla misura sotto il cm appena rilasciati dalla madre sino ai 13 cm. Non appena le femmine raggiungono i 6/7 cm possono entrare nella fase riproduttiva.

Caratteristiche morfologiche

Le dimensioni massime si attestano sui 15 cm per i maschi e qualche centimetro in meno per le femmine. Tuttavia se nutrito correttamente in acquario si possono ottenere esemplari anche prossimi ai 20 cm. Di colore azzurro-verde cangiante con del giallo sulle terminazioni delle pinne impari, linea submarginale bianca ed evidente sulla pinna dorsale, nelle situazioni di minaccia, stress o parata si evidenziano bande nere verticali sul corpo. Le femmine sono grigio-bianche. Nelle fasi giovanili ed incolori fino alla misura di circa 5 cm gli individui presentano tre spot neri lungo la linea mediana del corpo che poi spariscono con la maturità.

Consigli di allevamento

Per allevare questa specie è necessario avere una vasca di almeno 250 litri, con dimensioni minime di base 120×40 cm e altezza minima della colonna d’acqua di 50 cm. L’acqua di rubinetto va benissimo con pH da 7,5 in su. Consigliamo di usare come fondo della semplice sabbia di mare o edile con granulometria intorno a 1-2 mm. Sarà buona norma introdurre qualche grossa roccia da utilizzare come barriera visiva tra gli esemplari più belligeranti e per far riparare le femmine nel periodo di incubazione o se inseguite dal maschio nei periodi di fregola. E’ utile allevare un solo maschio con un paio di femmine, mentre si possono affiancare altri ospiti – non più di altre due specie – nella stessa vasca che però debbano essere in grado di tener testa al carattere non proprio introverso di questo affascinante ciclide del Malawi.  Buone vasche a tutti ed alla prossima.  

L’autore è:

Moderatore forum : malawitosi.it

Socio G.A.S. ( Gruppo Salentino)

Socio A.I.C. ( Associazione Ciclidofli Italiani)

Alessandro80

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.